Langhe e Monferrato: Giorno 2

Hello World,

riprendiamo il racconto di questi 3 giorni in giro per il Piemonte con ciò che abbiamo visto e fatto nella seconda giornata (qui il primo giorno).La sera prima il nostro caro gestore, Paolo, ci ha categoricamente vietato di scendere giù in sala prima delle 8.30 e ci ha ringraziati vedendoci arrivare alle 9 quella mattina. Anche perché gli altri ospiti della cascina erano già tutti ad attenderlo alle 8 meno un quarto, cosa che lo ho spinto a sfogarsi (scherzosamente) con noi.

Inutile dire che anche la colazione è stata oro colato per i nostri stomaci: dolce e salato, tra formaggi, salumi, ciambelle, marmellate, burro e succhi; tutti, ancora una volta, provenienti da ciò che si ottiene dalle terre in cui ci troviamo. Insomma una colazione da campioni pronti a partire verso nuove avventure.Prima di lasciare la cascina, la altrettanto simpatica signora di Paolo, ci fa avere un foglio con un elenco delle località interessanti da andare a vedere in zona, saggiamente suddivise per aree.

Era proprio ciò che speravamo di ottenere: una guida di un locale che sapesse indicarci i veri gioielli che potrebbero nascondersi tra queste colline. Così scegliamo tra le 4 proposte il Monferrato Casalese con la prima tappa piazzata presso il Santuario di Serralunga di Crea, a pochi chilometri da noi.

Luogo che scopriamo far parte di una zona patrimonio dell’ UNESCO, quella dei sacri monti di Piemonte e Lombardia. In cima alla collina si erge il santuario che affaccia su una piccola piazzetta dove c’è poco altro. Da questa piazza parte il sentiero naturalistico che si snoda lungo il pendio della collina. Un percorso che fa il giro del monte, dalla durata di circa 3 ore. Noi purtroppo, per mancanza di tempo, abbiamo potuto solo assaggiare l’inizio di questo percorso, poi ci siamo re-infilati in macchina pronti a raggiungere la seconda tappa: Cereseto.Cereseto sarà il primo di tanti piccoli paesi della zona che si trovano aggrappati al fianco di colline più o meno alte e che hanno quasi niente da offrire a un turista se non scorci paesaggistici incredibili tutt’intorno e uno o due edifici storici. Per Cereseto c’è un castello sproporzionato per il resto del paese. Bello e imponente.

Ci spostiamo verso Ottiglio, qui non troviamo molto da vedere, essendo domenica e ora di pranzo. Anche qui, comunque, c’è un castello per protagonista e la vicina chiesa di San Germano. Ci dirigiamo quindi verso Sala Monferrato. Poco prima di entrare in paese, ci appare lungo la strada la nostra prima Big Bench di questo viaggio.

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Big Bench #46

Queste panchine giganti sono il frutto di un’iniziativa della zona nata per promuovere le località presso cui si affacciano. In giro per le Langhe ce ne sono 63, ognuna con un colore diverso.

Lì vicino c’è una piccola cappella non visitabile e con accanto una targhetta che racconta la sua storia travagliata. Ci rimettiamo in macchina e decidiamo di pranzare nella prossima località: Cella Monte.

Alle porte del paese troviamo una cascina e, un po’ all’avventura, ci fermiamo e chiediamo se hanno un tavolo libero per noi. Fortunatamente una coppia pare abbia dato buca a una prenotazione e così ci accaparriamo l’ultimo tavolo libero rimasto.

La cascina si chiama Varocara (questa) e offre per 30 euro un menù fisso davvero molto molto ricco con le migliori specialità della cucina piemontese e l’immancabile bottiglia di Barbara. Antipasto di salumi, formaggi, verdure e carne cruda, primo di agnolotti con burro e salvia, per secondo fritto misto alla piemontese e per finire tris di dolci fatti in casa. Noi abbiamo evitato il fritto alla piemontese perché non siamo degli amanti, ma ciò che abbiamo mangiato è stato davvero squisito e in porzioni abbondanti. Inoltre il personale è stato gentilissimo e disponibile (ci ha anche fatto un piccolo sconto visto le portate saltate) e la sala principale della cascina è molto caratteristica. Insomma, per aver improvvisato all’ultimo questo pranzo, ci è andata molto, molto bene.

Una volta riempiti gli stomaci, siamo pronti a svuotarli risalendo su in paese e visitando Cella Monte, il paese di tufo. Anche qui, stradine strette e in salita, con lo sfondo dei vigneti tutto intorno e queste case che ricordano tanto la mia Matera, dove i Sassi sono interamente fatti o scavati nel tufo.

Terminata la visita a Moncalvo terminiamo la nostra visita del Monferrato Casalese poiché a Casale Monferrato ci andremo la sera per cenare e festeggiare il nostro anniversario. Avendo ancora un po’ di tempo, decidiamo allora di andare a Moncalvo, nel basso Monferrato.

Qui parcheggiamo nella grande piazza del paese e saliamo sulle mura che la circondano. Da qui godiamo di una splendida vista, l’ennesima. Inoltre possiamo dire di essere stati molto fortunati anche con il clima, che ci ha permesso per tutti e 3 i giorni di girare con le giacche aperte e occhiali da sole in viso.

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Facciamo un giro in centro e ci dirigiamo quindi verso la nostra cascina, in modo da poterci preparare per la sera.

Arrivati a Casale Monferrato, ci rendiamo conto che dovremo tornarci il mattino seguente per visitarlo, ma per questa sera può bastare dell’ottimo cibo. Ormai sta diventando una tradizione per noi ma, almeno una sera all’anno, abbiamo deciso che possiamo concederci una cena di classe senza badare a spese. Qui a Casale ho trovato un ristorante che su TripAdvisor prometteva scintille: l’ Accademia Ristorante.

E ammetto che le recensioni lette non mentivano. La location è superlativa, il ristorante si trova all’interno dell’Accademia Filarmonica, una struttura ottocentesca di un fascino incredibile. Lo chef ci attende al varco e ci accompagna al nostro tavolo.

Qui, per 36€ a testa, possiamo assaporare gli stessi gusti che ci hanno accompagnato nelle ultime 48 ore, ma riviste in una chiave un po’ più moderna. Entrambi abbiamo optato per il menù degustazione e, ancora una volta, a fine cena, abbiamo avuto la riprova che da queste parti il menù degustazione non s’intende come lo s’intende nel resto d’Italia.  Eccoci quindi di fronte a un calice di Barbera d’annata (prima di partire ci spacciavamo astemi, giuro) e a un’eccellente vitel tonnato, ennesima specialità della zona, con una salsa che ancora oggi mi fa venire l’acquolina in bocca. Un primo di plin con burro e salvia (eh già, di nuovo) seguiti da una carne tenerissima, cotta sottovuoto, e ricoperta da una salsa forte ma ottima. Per concludere, un originale bunet.

Anche questa è stata un’ottima cena. Più pesanti che mai, ci dirigiamo verso la nostra auto e torniamo alla nostra cascina felici e festeggianti. Non possiamo non  concludere la serata con un altro paio di partite a Duel, stavolta vinte una a testa. Purtroppo l’indomani si tornerà già a Torino, ma prima vedremo qualche altra collina e qualche altro vigneto.

Stay tuned!

4 pensieri riguardo “Langhe e Monferrato: Giorno 2

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