Tolo Tolo

Hello World,

rieccomi qui dopo queste lunghe, riposanti vacanze natalizie. Spero che siano state rigenerative anche per voi e che abbiate potuto approfittarne per riuscire a stare un po’ in famiglia. Io l’ho fatto come non accadeva da tanto tempo. Come sapete vivo a Torino ma sono originario di Matera ed è lì che ho la maggior parte dei miei cari, a partire dai miei genitori. Le occasioni per re-incontrarci non sono mai sufficienti ma per fortuna questo Natale sono riusciti a venire quassù con calma e rimanerci per una quindicina di giorni. E tra un pranzo e una cena, tra una passeggiata in centro e una fuori porta, c’è stato il tempo per andare anche al cinema. Per vedere cosa? Beh ovviamente il film più chiacchierato di questo inizio 2020: Tolo Tolo.

Tolo Tolo è il quinto film con protagonista Luca Pasquale Medici, in arte Checco Zalone, e il primo con lui anche alla regia.

Il film parte raccontando i problemi finanziari che perseguitano il povero protagonista che si è ritrovato indebitato fino al collo tra investimenti sbagliati ed una ex-moglie sanguinaria. Checco decide quindi di fuggire in Africa ma, se all’inizio sembrava essere un posto idilliaco per lui, presto dovrà fare i conti con la realtà. Una realtà fatta di guerre e povertà. E, proprio a causa di un attacco militare avvenuto nel villaggio in cui si era rifugiato, Checco è costretto a intraprendere un nuovo viaggio che lo riporterà in Italia da immigrato clandestino. Il film è incentrato proprio su quest’ultimo viaggio che porta Checco e tutti gli altri migranti ad attraversare mezza Africa con veicoli vecchi e sgangherati, caricati all’inverosimile e ad attraversare frontiere da clandestini.

Leggendo dunque queste poche righe di trama penso che vi starete ponendo la domanda delle domande: ma questo film di Checco Zalone fa ridere o no? La mia risposta è NO!

O meglio, cerca di far ridere con le solite battute alla Checco Zalone ma, a questo giro, vuoi per il tema trattato, vuoi perché ormai sono anni che l’attore ci ripropone questo stile di comicità, risulta essere poco brillante. Infatti spesso sembra proprio che dei commenti alla Checco siano buttati lì alla rinfusa, magari anche in una scena semi-tragica.

So che per tanti quanto appena detto basterebbe a evitare la visione del film eppure sarebbe un vero peccato. Questo perché l”immigrazione è uno dei temi più caldi nel nostro Paese ultimamente e Tolo Tolo contiene un paio di scene che mostrano in modo molto realistico cosa devono affrontare i migranti prima di arrivare in Italia. Una realtà che spesso alcuni di noi ignorano o non conoscono appieno pur essendo pronti a firmare il rimpatrio dei migranti in arrivo.

Al termine della pellicola ho pensato che, conoscendo i numeri da capogiro che fa Zalone al botteghino, un film del genere avrebbe scosso un minimo le coscienze di molti di noi ma, aspettando le settimane successive e le voci che si sono susseguite nel mentre, ho notato come l’opinione generale si fosse focalizzata non tanto sul tema quanto sulla “polemica”. Ok non fa ridere ma sembra quasi che, pur di non voler parlare di immigrazione, si preferisca spostare l’attenzione sulla delusione di Zalone. E se critiche del genere posso attendermele e giustificarle a qualcuno che approfondisce e dettaglia nei particolari l’intera opera, come potrebbe essere in una recensione, di certo non giustifico il semplice commento lasciato con il passaparola che si limita ad un “non fa ridere.”

La verità, per me, è che in questo film Luca Medici ha tentato di superare il suo personaggio, le sue battute, le sue storie affrontando un tema importante e molto sentito dagli italiani ma è mancato un po’ di coraggio.

Coraggio necessario per scrivere magari battute più brillanti e meglio contestualizzate con la scena o, magari, rinunciare del tutto al personaggio e al genere. Non sarebbe stato meglio un drammatico, se non addirittura un documentario? Ok è una provocazione però, pensateci, se ci fosse stato detto fin da subito che ci sarebbe stato un Luca Medici che ci racconta il dramma dell’immigrazione italiana non saremmo stati meglio predisposti? Certo, si sarebbe dovuto rinunciare ai milioni di incassi del passato sicuramente. O forse il problema è che Luca non può che essere Checco? Beh, se così fosse, sarebbe davvero un peccato vedere il personaggio limitare la creatività della persona.

Ma la critica a questo film non va fatta solo alla produzione e al regista ma anche al pubblico: perché se da un lato c’erano le persone che l’avevano visto e l’avevano criticato, dall’altro c’era la gente che, sentite tali critiche, rispondeva con un bel “allora per questa volta, evito di vederlo”. No comment.

Quello che alla fine mi domando è se gli italiani ricorderanno Tolo Tolo come il film che non ha fatto ridere o se riusciranno a ricordare le immagini delle traversate nel deserto, la prossima volta che ci sarà uno sbarco dall’Africa. Io spero la seconda.

Insomma è missione fallita un po’ per tutti, peccato.

PS: ciò che ho trovato estremamente divertente e ironico (e non offensivo, come tanti hanno detto) è il trailer . O meglio la clip video di Immigrato, la canzone del film. Clip che trovate qui in basso.

E voi l’avete visto? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere nei commenti.

Io ora vi saluto e vi rimando al prossimo post,

Stay tuned!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.