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oggi parliamo di Better Call Saul, spin-off della celebre serie Breaking Bad, arrivata alla sua sesta e ultima stagione nel 2022 e concludendo un viaggio di sei anni alla scoperta del passato e del futuro di Saul Goodman, l’avvocato cinico e opportunista che abbiamo imparato a conoscere nella serie madre. Disonibile su Netflix.

La serie è interpretata da Bob Odenkirk, che torna a vestire i panni di Jimmy McGill, un avvocato idealista che, a causa di una serie di eventi, si ritrova a intraprendere una carriera criminale. Al suo fianco, un cast di attori di altissimo livello, tra cui Rhea Seehorn (Kim Wexler), Jonathan Banks (Mike Ehrmantraut), Giancarlo Esposito (Gustavo Fring) e Michael Mando (Nacho Varga).
La regia è affidata a Vince Gilligan e Peter Gould, gli stessi creatori di Breaking Bad, che hanno dimostrato ancora una volta di saper raccontare storie complesse e coinvolgenti.

La trama di Better Call Saul si snoda tra le intricate vicende dell’avvocato Jimmy McGill, esplorando la sua trasformazione in Saul Goodman. Il ritmo lento della narrazione, che a me personalmente ha ricordato quello delle prime stagioni di Game of Thrones, offre uno sguardo approfondito sulla psicologia dei personaggi.
Nella prima stagione, Jimmy McGill, avvocato idealista, si scontra con la dura realtà della professione legale e con il fratello Chuck, un avvocato di successo ma tormentato da problemi mentali. Man mano che la serie avanza, Jimmy si ritrova ad interagire anche con personaggi già noti a chi ha visto Breaking Bad, e la sua quotidianità diventa sempre più pericolosa a causa del suo crescente coinvolgimento nella malavita organizzata.

Tra i personaggi già conosciuti nella serie principale, infatti, ritroviamo Mike Ehrmantraut, l’ex poliziotto che diventa braccio destro di Gus Fring. Qui, invece, vediamo il suo passato e come si è avvicinato al mondo criminale. Lo stesso Gus Fring, il potente boss del narcotraffico che gestisce Los Pollos Hermanos, in Better Call Saul lo vediamo salire al potere e fare la guerra contro il cartello Salamanca. Questi sono solo per citare i due principali, perché di personaggi noti ne troveremo diversi nel corso delle stagioni con interpretazioni più o meno importanti in Better Call Saul.

La fotografia e la regia di Better Call Saul sono impeccabili e quasi maniacali. Ogni scena è curata nei minimi dettagli, con una regia precisa e una fotografia che esalta i colori e le atmosfere.
La serie utilizza spesso inquadrature simmetriche e composizioni ordinate, che creano un senso di equilibrio e di controllo. Essendo ambientato nel New Mexico, un luogo con paesaggi aridi e desertici, la fotografia della serie esalta i colori caldi e vivi di questa terra, creando un’atmosfera unica e suggestiva che in certi momenti è riuscita quasi a farmi sudare esattamente come se fossi lì. la fotografia per me è uno degli elementi che rende Better Call Saul una serie visivamente unica e memorabile.

Il finale di Better Call Saul è epico e commovente. La serie si conclude in modo coerente con la sua storia e i suoi personaggi, lasciando lo spettatore con un senso di soddisfazione e di malinconia.
Senza spoilerare nulla, possiamo dire che il finale è ricco di tensione, colpi di scena e momenti emozionanti. La serie ci regala una conclusione degna del suo nome, che chiude il cerchio della storia di Jimmy McGill/Saul Goodman e ci lascia con un senso di ammirazione per la maestria con cui è stata realizzata. Finale che, ricordo, sarà comunque ambientato anche dopo gli eventi di Breaking Bad.

La serie ci trascina in un vortice di curiosità crescente, spingendoci a chiederci: quali eventi sconvolgeranno le vite di questi personaggi, trasformandoli nelle figure emblematiche che incontreremo in Breaking Bad? Ogni episodio è un tassello di un puzzle che lentamente prende forma, rivelandoci i meccanismi che li porteranno a compiere scelte che cambieranno per sempre il loro destino e quello di Albuquerque.

Non aspettatevi l’immediatezza esplosiva di Breaking Bad. Better Call Saul è un’esperienza più introspettiva, che procede a un ritmo lento e costante, come le prime stagioni di Game of Thrones. Tuttavia, al contrario della saga fantasy, qui l’azione è sacrificata in favore di dialoghi ricchi di sfumature e di una trama che si dipana con la meticolosità di un orologio svizzero. Un’opera che richiede un impegno attivo da parte dello spettatore, ma che ripaga con una profondità e una complessità che solo pochi serial televisivi sono in grado di offrire. Non è una serie per tutti, ma è un tesoro nascosto per chi ama le storie ben costruite e i personaggi sfaccettati.

Insomma in conclusione, potrebbe sembrare un percorso lungo e tortuoso, ma vi assicuro che la destinazione è più che degna. Ogni tassello, posizionato con cura, contribuisce a creare un quadro complesso e affascinante. E per chi ha già fatto conoscenza con il mondo di Breaking Bad, il piacere di assistere alla genesi di personaggi e situazioni già note è un’emozione unica. Lasciatevi guidare in questo labirinto di intrighi e di relazioni umane. Better Call Saul è un’esperienza che vi coinvolgerà a tal punto da farvi dimenticare il mondo esterno.
Chi di voi l’ha già vista? Chi l’ha adorata come me? Sentitevi liberi di lasciare pure un commento.
Stay tuned!