Il robot selvaggio.

Hello world,

Ieri sera è stato tempo di cinema, e stavolta è toccato a Il Robot Selvaggio.

Nelle sale italiane dal 10 ottobre, è l’ultima opera del regista Chris Sanders, noto per successi come Lilo & Stitch, I Croods e Dragon Trainer. Prodotto dalla DreamWorks, questo film d’animazione ci trasporta in un futuro dove la tecnologia e la natura selvaggia si scontrano in modo sorprendente, offrendo non solo un piacere visivo, ma anche una profonda riflessione su temi universali.

In un mondo futuristico, un robot chiamato Rose, progettato per assistere l’umanità, si risveglia inaspettatamente su un’isola deserta. Circondata solo da animali, Rose inizia un viaggio di scoperta e adattamento. Inizialmente incompresa e temuta, impara gradualmente a comunicare con la fauna locale, formando un legame speciale con un pulcino d’oca, che chiamerà Beccolustro. Da semplice automa, Rose si evolverà in protettrice dell’ecosistema dell’isola.

Il film brilla per il suo stile grafico straordinario. Scene memorabili, come lo sciame di farfalle che si alza in volo da un albero, creano momenti di pura magia visiva. L’evoluzione dell’espressività degli animali, da inizialmente ostili a sempre più amichevoli, è resa con maestria.

La colonna sonora del film merita una menzione speciale. Composta interamente da brani originali, le musiche si rivelano molto gradevoli e perfettamente adattate alle scene sullo schermo, contribuendo a creare l’atmosfera giusta in ogni momento della storia.

Per quanto riguarda il doppiaggio italiano, nel complesso si presenta abbastanza buono, anche se con una nota leggermente critica. La voce di uno dei tre protagonisti, la volpe Fink, risulta per me un po’ sottotono. Nella versione originale, questo personaggio è doppiato dalla star Pedro Pascal, mentre nella versione italiana la voce è prestata da Alessandro Roja. Nonostante questa piccola osservazione, il doppiaggio riesce comunque a trasmettere efficacemente le emozioni e le personalità dei personaggi.

Il Robot Selvaggio intreccia abilmente diversi temi profondi, creando un racconto ricco di significato che va ben oltre la semplice avventura animata. Al centro della narrazione troviamo l’esplorazione del concetto di famiglia e appartenenza, magnificamente rappresentato dal legame inaspettato che si sviluppa tra Rose e Beccolustro. Questa relazione non convenzionale ci invita a riflettere su come i legami familiari possano formarsi nei modi più sorprendenti, in questo caso superando anche barriere di specie e natura.

Parallelamente, il film affronta con coraggio tematiche ambientali urgenti, in particolare il cambiamento climatico e la salvaguardia della natura. L’immagine potente del Golden Gate di San Francisco sommerso dalle acque ci proietta in un futuro non troppo distante, sollevando importanti questioni sulla nostra responsabilità verso il pianeta. Questo scenario futuristico fa da sfondo a una riflessione più ampia sulla coesistenza tra tecnologia e natura. Il contrasto tra Rose, che alla fine del film guadagna la fiducia degli animali dell’isola, e i robot cittadini che aggrediscono le oche per difendere i campi degli uomini, sottolinea come le invenzioni umane non siano intrinsecamente buone o cattive, ma il loro impatto dipenda dall’uso che ne facciamo.

Infine, il viaggio di Rose da robot “programmato” a “selvaggio” e protettrice dell’ecosistema dell’isola incarna il tema dell’adattamento e della crescita personale. La sua evoluzione ci ricorda l’importanza dell’apprendimento continuo e della flessibilità di fronte alle sfide impreviste della vita. Attraverso questi temi interconnessi, Il Robot Selvaggio offre una narrazione ricca e stratificata che risuona con spettatori di tutte le età, invitandoci a riflettere sul nostro ruolo nel mondo e sul nostro rapporto con la tecnologia e l’ambiente che ci circonda.

Sebbene il film sia adatto a tutta la famiglia, sembra particolarmente risonante con un pubblico di giovani adulti. Allo spettacolo delle 21.30, la sala piena solo di ventenni e trentenni testimonia come l’animazione continui ad attrarre un pubblico maturo, offrendo storie profonde e visualmente stimolanti.

Il Robot Selvaggio è un film che emoziona e fa riflettere. Combina sapientemente umorismo, avventura e messaggi profondi, rendendolo accessibile sia ai più piccoli che agli adulti. È un’opera che non solo intrattiene, ma invita anche a riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia e l’ambiente.

Consigliato vivamente agli amanti dell’animazione, alle famiglie e a chiunque apprezzi storie che mescolano intrattenimento e riflessione sociale. Un’esperienza cinematografica che lascia il segno e invita alla discussione.

Quindi se non lo avete ancora visto, questo è il weekend giusto per recuperare. E, se vi va, poi tornate qui e condividete le vostre impressioni nei commenti.

Stay tuned!

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