18 regali

Hello world,

oggi voglio parlarvi di un film uscito qualche mese fa nelle sale e che ho conservato qui nel cassettoe che ora è pronto a vedere la luce: 18 regali.

Film di Francesco Amato e con protagonisti Edoardo Leo, Vittoria Puccini e la giovane Benedetta Porcaroli.

È la storia di una giovane famiglia che presto si ritrova a vivere, in poco tempo, la più grande gioia e il più grande dolore possibile: l’inizio di una vita e la fine di un’altra.

Elisa, infatti, poco dopo esser rimasta incinta di suo marito Alessio, scopre di essere affetta da un male incurabile che non le permetterà di seguire la crescita della bambina che ha in grembo.

Dopo una prima, comprensibile disperazione, Elisa decide quindi di affrontare la situazione di petto e di dedicare questi ultimi mesi di vita che l’attendono alla ricerca di tutti quei regali di compleanno a cui non riuscirà ad assistere, dal primo al diciottesimo.

E, se fin qui la trama possa sembrare alquanto piatta e prevedibilmente triste vi assicuro che, ben presto, dovrete ricredervi. Perché la narrazione della storia è tutt’altro che lineare: i continui flashback e flashforward nell’arco di questi 18 anni daranno la possibilità a ognuno dei 3 protagonisti di esprimere i rispettivi punti di vista e le rispettive emozioni. Emozioni e pensieri che spesso si contraddiranno anche tra una sequenza e l’altra proprio perché in questi anni ognuno di loro subisce un’evoluzione personale. Perfino Elisa cambia nei 9 mesi di gestazione e questo cambiamento viene raccontato, come quello degli altri, nel corso di tutto il film con scene ben sequenziate tra loro.

Bella prova di recitazione per Edoardo Leo in un ruolo non comico.Pur essendo, tra i tre componenti della famiglia, il personaggio meno approfondito riesce a convincere sia nella figura iniziale del futuro padre poco presente durante la gravidanza sia in quella del padre vedovo che si dispera a causa delle inevitabili incomprensioni che arrivano quando la piccola Anna entra nella fase della pubertà.

Anche Vittoria Puccini si trova a dover interpretare un personaggio complesso che, in pochi mesi, affronta un turbinio di emozioni fortissime e autentiche: gioia, dolore, sofferenza, rabbia e disperazione. La sua migliore interpretazione nel film è quando Elisa si mostra in tutta la sua umanità: in condizioni di salute precarie e sopraffatta dallo stress, ad un certo punto, si ritrova anche ad odiare profondamente Anna che ancora non è nata e, forse proprio per questo, rappresenta la sconosciuta a cui deve dimostrare tanto per poter essere ricordata quando non ci sarà più.

Bene anche Benedetta Porcaroli nell’interpretare sia l’Anna adolescente, inizialmente ribelle e intollerante alla sua situazione familiare, sia l’Anna matura e consapevole del fatto che dietro ogni gesto ricevuto dalle persone a lei vicine c’è solo tanto amore.

Film in generale abbastanza convincente nonostante la sceneggiatura preveda anche un viaggio nel tempo. Una mossa senz’altro azzardata e sinceramente inaspettata che trova giustificazione solo perché è utile ai fini della trama. Certo è che il cambiamento di Anna si sarebbe potuto descriverlo diversamente senza dover ricorrere alla fantascienza ma, in fondo, si sarebbe anche persa buona parte della magia di questa pellicola.

Insomma è un film che sa emozionare ma che non punta solo e soltanto sulla lacrima facile. Lacrima che comunque alla fine arriva ma arriva perché è la storia raccontata ad essere tragica in sé. Una madre che non potrà mai vedere la propria figlia crescere è tragico quanto la storia di una figlia che non riuscirà mai ad avere sua madre accanto. La giustificazione e il legame “forzato” dei regali è quanto di più umano possa esserci. È una storia triste e, ahimè, vera che ci ricorda quanto sia grande la forza del destino sulle nostre vite e quanto possa rivelarsi crudele e insensato.

Nota di merito per la location, davvero bella che mi ha fatto venire il desiderio di andare a vivere in quelle villette a schiera immerse nella natura e nella tranquillità. Davvero complimenti al comune di Crespi D’Adda.

La colonna sonora a volte si rivela un po’ troppo “moderna” per i miei gusti ed in generale non mi è sembrata nulla di particolare.

In conclusione è un bel film passato un po’ in sordina ma che merita una chance. Non è solo per un pubblico giovane e coetaneo al personaggio di Anna ma è piacevole anche per un pubblico adulto che, al termine della visione, avrà un motivo in più per alzare la cornetta e fare una telefonata ai propri cari.

Ciao ragazzi e…

Stay tuned!

Un pensiero riguardo “18 regali

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